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I numerosi
ritrovamenti, testimoniano le antichissime e importanti origini della Città,
in periodi storici che risalgono al XV e XIV set a.C.
I siti archeologici di
Bisignano nelle località di Mastro D'Alfio[1]
e di Comò custodiscono,
sepolte, le vestigia della Bruzia Besidiae. In particolare, nella zona di
Mastro D'Alfio, affiora, dal cumulo di terra che lo ricopre, un forno di età
greca a due bocche[2] e nella medesima zona furono ritrovate le grandi
giare del IV set. a.C. custodite nel Museo della Sibaritide. Notizie della
Città sono già note intorno al 205 a.C. quando alleata di Annibale, nella
battaglia di Campovile, sconfisse i Romani.
Durante la
dominazione Longobarda ad 568‑774, venne nominato Anderamo Vescovo di
Bisignano. La Città era Comune nel 1061 guidata "dai consigli" di Pietro De
Turra. Bisignano fu dominio dei Normanni e nei 1400 feudo dei Ruffo di
Catanzaro.
Nel 1461 con
Luca Sanseverino iniziano i Principi di Bisignano che vedono la Città
capoluogo del principato fino ai primi del 1800 oltre che protagonista delle
alter vicende legate alla fortuna militare e politica del casato dei
Sanseverino. I rovinosi terremoti ed in particolare quello del 1887
portarono alla distruzione di gran parte dei cospicuo patrimonio monumentale
deva Città. La Diocesi di Bisignano vanta tradizioni storiche millenarie,
fondata probabilmente tra il VII e VIII set. Nel X set. faceva parte di
Reggio ed il rito era bizantino. Nel XIII sec. la Diocesi, ben definita nei
suoi confini, vantava una numerosa presenza
chiese e
conventi. Nel 1818 è Diocesi aggregata alla Diocesi di S.Marco Argentano,
mentre nel 1979 è resa autonoma e unita a quella di Cosenza. Il patrimonio
artistico e culturale di Bisignano è particolarmente interessante ed è
concentrato nel centro sto rito, tra i quartieri di: Piazza, Piano.
Giudecca, S. Simone, S. Croce, San Zaccaria. S. Pietro e Cittadella.
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